Seminari

Distretti e cluster culturali: dalla teoria ai laboratori italiani di sperimentazione

10 giugno 2015 ore 09:00 - 13:30
Aule di tsm - via Giusti , 40 - TrentoVedi mappa
Intervengono:

Tiziano Mellarini, Assessore alla cultura, Provincia autonoma di Trento

Claudio Martinelli, Servizio Attività Culturali, Provincia autonoma di Trento

Giovanna Segre, Università IUAV di Venezia e Centro Studi Silvia Santagata-Ebla di Torino

Giorgio Tavano Blessi, Università IULM di Milano e Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna

Rosaria Mencarelli, Comitato Nazionale Aree Interne

Luca Dal Pozzolo, Fondazione Fitzcarraldo, Torino 

Noemi Satta, Referente Operativa del progetto dei Distretti Culturali della Fondazione Cariplo

Sergio Cotti Piccinelli, referente territoriale distretto Val Camonica

Carmelita Trentini, referente distretti del mantovano

Monica Calcagno, Dipartimento di Management Università Ca' Foscari, Venezia

Introduce e modera: Maria Della Lucia, Dipartimento Economia e Management, Università degli Studi di Trento

Contenuti

(II appuntamento)
Nell'ambito del ciclo Dialoghi sulle politiche culturali 

 

Nelle economie post-industriali la cultura può contribuire a migliorare la sostenibilità e l'innovatività dei modelli locali di sviluppo attaverso una molteplicità di percorsi – le industrie culturali e creative, l'apporto di creatività e conoscenza nei settori economici non culturali, il turismo creativo, lo sviluppo dell'identità singola e collettiva e la coesione sociale attraverso la produzione e fruizione di opere, prodotti e servizi culturali di diverso tipo. La natura, la fattibilità e il successo dei percorsi attraverso cui la cultura catalizza cambiamenti strutturali, sociali ed economici e predispone nuovi equilibri richiedono condizioni incentivanti, definite dalla dotazione di risorse e dalle vocazioni produttive dei territori, ma anche dalla presenza di policy illuminate e di progettualità condivise. 

Distretto e cluster sono modelli che bene si prestano a interpretare le caratteristiche di concentrazione e di specializzazione, tipicamente urbane, della produzione culturale, in particolare l'ancoraggio del processo culturale a un patrimonio storico e/o a un contesto di tradizioni sociali. Inoltre, i policy maker possono fare leva su questi strumenti per promuovere l'interazione tra attività e attori all'interno della filiera culturale, tra filiere culturali diverse e tra esse ed economia e società a partire da iniziative già presenti sul territorio, sviluppando anche nuove progettualità. 

Attraverso il confronto tra stakeholder istituzionali, accademici e i protagonisti di laboratori nazionali di sperimentazione, questo “dialogo” propone una riflessione sulla teoria e le esperienze italiane di distretto e cluster culturale. Esso è propedeutico all'identificazione di sfide e buone pratiche per la definizione di un progetto consapevole e condiviso di distretto culturale in Trentino.

Documenti disponibili:

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