''Come sarà la vita ai piedi delle Dolomiti di Brenta tra 10, 20 o 30 anni?'', in Paganella il Future lab tra nuovi trend turistici e cambiamenti climatici

ildolomiti.it

Il 29 ottobre, alle 20.30, al Palacongressi di Andalo sarà presentato a tutta la comunità dell'Altopiano il progetto “Dolomiti Paganella Future Lab”, novità assoluta in Italia. L'Apt: "Una riflessione ampia e approfondita con tutti gli operatori economici e la popolazione sul futuro del nostro territorio: il turismo come forza positiva per il bene della comunità, per garantire in modo duraturo, sostenibile, una buona vivibilità"

ANDALO. "Come sarà la vita ai piedi delle Dolomiti di Brenta tra 10, 20 o 30 anni?”. A questa domanda cercherà di dare una risposta il progetto "Dolomiti Paganella Future Lab" che l'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella illustrerà agli operatori economici, ma anche a tutti gli abitanti dell'Altopiano martedì 29 ottobre, alle 20.30, al Palacongressi di Andalo.

Un progetto che cerca di coinvolgere tutta la comunità e che rappresenta un'iniziativa senza precedenti in Italiauna vera e propria novità. "L'obiettivo – spiega Michele Viola, presidente dell'Apt Paganella –  è fare una riflessione ampia e approfondita con tutti gli operatori economici e la popolazione sul futuro del nostro territorio, utilizzando il turismo come forza positiva per il bene della comunità, per garantire in modo duraturo, sostenibile, una buona vivibilità per chi ci lavora e per i residenti e gli ospiti. Si tratta di un percorso partecipativo innovativo in Italia, con soli pochissimi precedenti in Europa, per il quale saranno coinvolti esperti internazionali e che permetterà di tracciare una road map per i prossimi 10-30 anni".

L'idea si ispira ad analoghe iniziative messe in campo a Copenaghen, in Danimarca e nella regione delle Fiandre in Belgio. Al progetto, della durata prevista di un anno, durante il quale l'Apt farà da guida, partecipa un pool di esperti, tra i quali Emil Spangeberg, il "padre" di quanto realizzato nella capitale danese, il professor Pietro Beritelli della St. Gallen University, in Svizzera, la professoressa Maria Pina Trunfio dell'Università di NapoliPaolo Grigolli e Alessandro Bazzanella, di tsm-Trentino school of management. Esperti a cui si affiancheranno altri partner, tra cui la Provincia di TrentoTrentino Marketing, il Muse, la Fondazione Museo Storico del Trentino e soprattutto gli operatori economici e la comunità locale che saranno chiamati a partecipare con proposte e idee attraverso dei workshop.

"Quanto conseguito a Copenaghen e nelle Fiandre – evidenzia il direttore dell'Apt Dolomiti Paganella, Luca D'Angelo – costituirà per noi un riferimento dal punto di vista metodologico. L'idea del progetto è nata come conseguenza del veloce cambiamento che stiamo vivendo, determinato da fattori interni e esterni. Dal punto di vista interno la nostra destinazione in questi ultimi anni ha vissuto e continua ad avere una forte crescita, con la nascita di nuovi tipi di turismi, una spiccata propensione all'outdoor, un importante incremento della stagione estiva. Un cambiamento che ha avuto un impatto importante non solo sull'industria turistica, ma anche sulla comunità dei residenti ed è stato così veloce che abbiamo avvertito l'esigenza di fermarci un attimo per riflettere e chiederci se stiamo andando nella direzione giusta, cosa si debba fare per modificare eventualmente le nostre abitudini per accogliere questi nuovi modi di fare turismo. Determinanti sono stati anche i fattori esterni di cambiamento, tra i quali quelli di carattere socio-economico e ambientali, soprattutto quelli climatici in atto. Partendo da questi scenari con 'Dolomiti Paganella Future Lab'  cercheremo d'immaginarci il nostro futuro, utilizzando il turismo come leva positiva per il benessere di tutta la comunità; un turismo che sia bilanciato con il sistema sociale del territorio e con le risorse ambientali che abbiamo a disposizione per preservarle in un'ottica di sostenibilità".

Dal 30 ottobre partiranno anche dei workshop mirati, aperti al pubblico, durante i quali saranno coinvolti in una prima fase gli operatori economici, quali albergatori e impiantisti e successivamente gli artigiani, le associazioni e in particolare le scuole: "Perché questo progetto – conclude D'Angelo - è rivolto soprattutto ai giovani che vivranno in prima persona ciò che oggi rappresenta per noi il futuro".